lunedì 26 marzo 2012

LETTERAL...MENTE COLORE

Le Corbusier. "Toureau orange e bleu", 1964



Vorrei ragalarvi alcuni scenari "letterari" e musicali, che si vestono di colore, ne parlano, vi giocano, ne fanno metafore di vita. Mille altri vi torneranno alla memoria...se volete potete raccontarmeli e suggerire atmosfere, magari anche cinematografiche, teatrali... SCRIVETEMI!! Vi aspetto...nel blu dipinto di blu.



COLORI

"Dove il rosso e il blu si accarezzavano
Fu tutto viola per magia
Quando il giallo e il blu s'intrappolarono
Diventò tutto verde fino all'orizzonte
Giallo e rosso senza ipocrisia
Decisero di entrare l'uno dentro l'altro
Perché arancione dentro la voglia cresceva in sè

Quando si trovarono di fronte il verde e il viola riconobbero una sfumatura blu
Bianche nuvole di notte esplosero nel vento che ne fece un grande cielo azzurro
la luce prese il fiato da un respiro rosa e poi lo regalò
a quegli amanti che si nascondevano in un cuore nero
la luce il cielo scoperchiò e accese tutto per vedere
se ci sia sempre bisogno di un perché per far l'amore

Quando la cercarono
La luce fece un grande salto e fuggì via
Rosso e giallo andarono e al loro posto c'era solo un fuoco spento
Dov'era verde ora è solo erba finta
Che viola l'equilibrio dell'incanto il blu annegò in un grande mare tutto bianco
la luce prese il fiato da un respiro rosa e poi lo regalò
a quegli amanti che si nascondevano in un cuore nero
la luce il cielo scoperchiò e accese tutto per vedere
se ci sia sempre bisogno di un perché per far l'amore"
(Marta sui Tubi - Lucio Dalla, "Cromatica")



"(...) But I'll see your true colors
shining through
I'll see your true colors
and that's why I love you
so don't be afraid to let them show
your true colors
true colors are beautiful
like a rainbow (...)"
(Cindy Lauper, "True Colors")


"Avevo una scatola
di colori brillanti, decisi e vivi;
avevo una scatola di colori,
alcuni caldi, altri molto freddi.
Non avevo il rosso
per il sangue dei feriti,
non avevo il nero
per il pianto degli orfani,
non avevo il bianco
per le mani e il volto dei morti,
non avevo il giallo
per le sabbie ardenti,
ma avevo l'arancio
per le gioie della vita
e il verde
per i germogli e i nidi
e il celeste
dei chiari cieli risplendenti
e il rosa
per il sogno e il riposo.
Mi sono seduta
ed ho dipinto la pace.
("Avevo una scatola di colori", poesia di una bambina israeliana, tratta da "Giochiamo", dicembre 1993, da: M.I. Chiavellati, G. Martini, "Studiare il coraggio della pace", SIT, Treviso, 1996)


Gaetano Pesce, "Pratt", 1983




"(...) Chiudere gli occhi e vedere
tutti i colori del buio;
chiudere gli occhi e rivedere
tutti i colori del mio buio (...)"
(Roberto Vecchioni, "I colori del buio")


"(...) Ma che colore ha
una giornata uggiosa.
Ma che sapore ha
una vita non spesa (...)"
(Lucio Battisti, "Una giornata uggiosa")


"blu di prussia
giallo di napoli
terra di siena al trenta per cento
turchese e giallo limone
bianco frigo
bianco calce
bianco latte
bianco neve
bianco sporco
lilla e rosa
quasi nero
marrone iridato
color paglia
bruno iridato lucido
cemento rosato
color crema
color vergogna
rosso paonazzo
verde pisello
blu notte alle porte
color salvia
rosa confetto"
(Bruno Munari, "Spazio abitabile", 1999)



"Somewhere over the rainbow
Way up high
And the dreams that you dreamed of
Once in a lullaby
Somewhere over the rainbow
Blue birds fly
And the dreams that you dreamed of
Dreams really do come true
Someday I'll wish upon a star
Wake up where the clouds are far behind me
Where trouble melts like lemon drops
High above the chimney tops thats where you'll find me
Somewhere over the rainbow bluebirds fly
And the dream that you dare to,why, oh why can't I?

Well I see trees of green and
Red roses too,
I'll watch them bloom for me and you
And I think to myself
What a wonderful world

Well I see skies of blue and I see clouds of white
And the brightness of day
I like the dark and I think to myself
What a wonderful world

The colors of the rainbow so pretty in the sky
Are also on the faces of people passing by
I see friends shaking hands
Saying, "How do you do?"
They're really saying, I...I love you
I hear babies cry and I watch them grow,
They'll learn much more
Than we'll know
And I think to myself
What a wonderful world

Someday I'll wish upon a star,
Wake up where the clouds are far behind me
Where trouble melts like lemon drops
High above the chimney top that's where you'll find me
Oh, Somewhere over the rainbow way up high
And the dream that you dare to, why, oh why can't I?"
(Yudy Garland, "Over the Rainbow", ne: "Il Mago di Oz", 1939)




(...)Il primo giorno di lezione (...) il vecchio Soseki chiese a Yuko di chiudere gli occhi e di immaginare il colore. "Il colore non è all'esterno. Esso è in noi. Solo la luce è fuori," disse "cosa vedi?" "Nulla. Con gli occhi chiusi vedo solo del nero. Perché, voi no?" "No." rispose Soseki. "Io vedo ancora il blu delle rane e il giallo del cielo. Allora. Che è il più cieco tra noi due? (…)"
(Maxence Fermine, "Neve", Bompiani, MI, 2000)


(...) Anche i colori per me hanno un altro significato. Hanno una voce, i colori, un suono, come tutte le cose. Un rumore che li distingue e che posso riconoscere. E capire. L'azzurro, per esempio, con quella zeta in mezzo è il colore dello zucchero, delle zebre e delle zanzare. (…)
Voce blu...dove sei? (...)
(Carlo Lucarelli, “Almost Blue”, Einaudi, 2006)




Sei comparsa al portone
In un vestito rosso
Per dirmi che sei fuoco
Che consuma e riaccende.
Una spina mi ha punto
Delle tue rose rosse
Perché succhiassi al dito
Come già tuo, il mio sangue
Percorremmo la strada
Che lacera il rigoglio
Della selvaggia altura
Ma già da molto tempo
Sapevo che soffrendo con temeraria fede,
L'età per vincere non conta.
Era di lunedì,
Per stringerci le mani
E parlare felici
Non si trovò rifugio
Che in un giardino triste
Della città convulsa.
(Giuseppe Ungaretti, “12 settembre 1966”)




Immenso e rosso
Sopra il Gran Palais
Il sole d'inverno viene
E se ne va
Come lui il mio cuore sparirà
E tutto il mio sangue se ne andrà
Se ne andrà in cerca di te
Amore mio
Bellezza mia
E ti ritroverà
In qualunque posto tu sia.”
(J. Prévert, “Immenso e rosso”)


Giancarlo Mattioli, "Nessino", 2003. Artemide




Una sottile, bianca
una mite, sommessa
nuvola naviga per l'azzurro.
Abbassa il tuo sguardo e senti
come felicemente con bianca frescura
vaga per i tuoi sogni blu.
( H. Hesse, “La nuvola sommessa”)



Ai bordi dell'acqua
il lume delle lucciole
sgocciola perle
Come diamante
sulla pietra – una sola
goccia di rugiada
Nell'ombra verde
occhi di gatto nero -
feroci come l'oro.”
(Kawabata Osha, 1900-1941, poesia haiku giapponese)


"Stchu-moon 02", Catellani&Smith



Il crepuscolo da ametista va
facendosi blu cupo,
il lume accende di pallido verde
gli alberi del viale.
Il vecchio piano suona un'aria
serena e lenta e gaia;
lei si piega sui tasti gialli,
di qua inclina il capo.
Pensieri schivi e seri grandi occhi e mani
Vaganti come credono...
Il crepuscolo si fa blu scuro
Con luci di ametista.”
(James Joyce, dalla raccolta “Musica da camera”)





giovedì 22 marzo 2012

VIOLA PROFUMO DI PRIMAVERA






"Viola (...) è nome di un colore e di un genere di fiori, è nome di donna e di strumenti musicali. Si chiama viola, in effetti, anche uno strumento musicale a corda dal suono delicato, composto, velato, non esente da sfumature di profondità e persino di mestizia. Viola è, per tale via, cromatismo visivo e anche sonoro che si carica dei valori estetici, della grazia, del potere sentimentale e seduttivo che la musica ha in sé. (…) ( pag. 233)

Fra le associazioni floreali evocate dal colore viola, occupa un posto di primo piano quella con il fiore omonimo. La violetta ha colpito l'immaginazione umana per il suo aspetto minimalista e contemporaneamente per il suo profumo (…) questo fiore divenne allegoria frequente della modestia, intesa non come impoverimento, ma come atteggiamento di discrezione e di riserbo che non ostenta le proprie caratteristiche, peraltro salienti, di grazia e delicatezza.
Per la modestia del suo colore unita all'intensità del suo profumo, la viola è stata associata alla seduzione. (pag. 227)”  
(C. Widmann, “Il simbolismo dei colori”, Ed. Scientifiche Magi, Roma, 2000)



Verner Panton, Sitting Wheel, 1974



In Italia per colore VIOLA si intendono, con spesso gran confusione, un po' tutti i colori extraspettrali, le cosiddette porpore. Si possono distinguere porpore più o meno blu (in questo gruppo troviamo il viola), quelle più o meno rosse (fa parte di questa categoria il magenta) e il porpora “mediano” (porpora o fucsia). Il violetto appartiene invece allo spettro della luce solare.


Essendo una mescolanza di rosso e di blu, il viola (chiamandolo semplicemente così) tiene in sé alcune delle proprietà di entrambi i colori; è’ fusione degli opposti. Secondo M. Lùscher nel viola il blu trova appagamento nel rosso e viceversa; insieme, blu e rosso, conducono all'unità, ad una sorta di “identificazione”, di unione mistica, intima.


 


Sicuramente in tutte le sue declinazioni, il colore viola è profondamente legato ai sensi.
Secondo J. Tornquist (“Colore e Luce”, Istituto del Colore, MI, 1999) il viola ha un carattere malinconico, discorde, debole, molle, profondo, pomposo, mistico, silenzioso, mentre il porpora ha un carattere dignitoso, regale, fiero, fastoso, dominante (pag. 221, fenomeni sinestetici).
L. Luzzatto e R. Pompas (“Il colore persuasivo”, Il Castello, MI, 2001) associano il viola, in un rapporto di sinestesia, all'udito, olfatto, gusto, tatto e spazialità con le seguenti corrispondenze: vibrante, inebriante, dolciastro, vellutato, sinuoso (pag. 83).





SIMBOLI
Viola opposti: duplicità e complessità. Magia, occultismo, esoterismo. Viola archetipo dell'androgino. Simbolo della ricerca, trasformazione, sperimentazione. Viola seduzione; cosmesi, femminile; sensibilità, partecipazione all'altro.  Viola come oscutità: crepuscolo, lutto, quaresima; passione di Cristo. Porpora: sovranità degli imperatori e cardinali; lusso; potenza. Giacinto: dimensioni celesti. Lilla: misura e moderazione.





CIBO
Alimenti come prugne, frutti di bosco, melanzane, uva.



REAZIONI PSICOFISIOLOGICHE
Il viola dalla tonalità scura ci rende passivi e depressi; non viene scaricata l'emotività e diviene difficile l'attività fisica. Nella tonalità chiara è il colore della meditazione, dello studio mentale, della spiritualità.




Violetta, primo fiore di marzo a spuntare nel prato; così piccola eppure così evidente, con le sue sfumature dense e forti, il suo profumo intenso quanto lo stesso colore. Mi ricorda l'infanzia, quando ogni giorno andavo a scuola a piedi, accompagnata da mia madre e al ritorno, durante la primavera, col sole sulle spalle, ci fermavamo a raccogliere le violette, per portarle a casa e disporle in un bel vaso da sistemare sul tavolo. Sento ancora quel calore, quel profumo che amavo ritrovare e rinnovare ogni nuova primavera, quelle dita di bambina che non riuscivano mai a contenere tutte le violette. La voce di mia madre e il suo sorriso...
I colori ti conducono nelle parti più nascoste e intime della tua storia di uomo, di donna, di essere umano.


martedì 13 marzo 2012

ABITARE IL SOFFITTO

Rooftop-lights by LIGHTBOYS


Lo sguardo vaga, irrequieto. Si sofferma sui dettagli della libreria che mostra libri letti, non letti , da leggere, da annusare, sfogliare, ristudiare; sul tavolino che dovrebbe essere spolverato, ma in questo momento proprio...; sulla luce che entra dalla finestra e gioca creando riflessi strani che vanno a ridisegnare parete e pavimento; sul gatto che dorme pacificamente, soffice e sereno. Poi termina il suo vagare e si blocca là, nella pura contemplazione che quest'attimo di ozio cerca e desidera, sul soffitto...



Soffitto luminoso sospeso. DIPLINE


Area spesso dimenticata, una sorta di “vuoto a perdere”, il soffitto sopra le nostre teste è in realtà uno spazio identificabile, ricco di evocatività, simbologie. E' l'alto sopra di noi, il cielo, il trascendente, il “sacro”, lo spirituale. Troppo basso nelle abitazioni alle quali ormai da tempo siamo abituati, con un minimo da rispettare di 2,70 metri, che diviene la norma comune. Per quanto percettivamente lo si possa cogliere come elemento claustrofobico, resta comunque il fatto che questo spazio protettivo come un guscio, sia collocato in alto. E' un privato cielo dove vorremmo osservare stelle e luci che non conosciamo, dove ci piace vedere la luce colorata di apparecchi sospesi che danno l'illusione di avere in casa la luna, o il sole, o cascate di riflessi e gibigiane. Ci può condurre altrove, se non percepito come anonimo, assente, come “buco”, come ossessionante lastra che pesa sulle nostre menti.

Rooftop-lights by LIGHTBOYS. Pannello luminoso da soffitto

La consapevolezza del soffitto come “luogo”, se di per sé è un concetto da non sottovalutare in ambito domestico, diviene motivo di vera e propria “coscienza progettuale” in altre situazioni, dove l'area alta dello spazio interno viene guardata, osservata, distinta, percepita nella sua totalità, per un tempo esteso e non per scelta. Parliamo di luoghi di cura e degenza, di camere di ospedale dove i malati trascorrono ore nel proprio letto, costretti spesso a dover fissare il soffitto, senza poter fare altro. L'ambiente, che sappiamo influenza e interagisce con l'uomo, non dovrebbe essere un mero contenitore, una scatola geometrica da trattare in modo “pratico” e funzionale, ma un luogo progettato in ogni suo più piccolo particolare. Forse iniziare a pensare a soffitti colorati, evocativi, che regalino sogni e lascino riposare più serenamente, non sarebbe che un inizio, ma sicuramente porterebbe delle migliorie nelle camere spesso monocolore e tristi di alcuni ospedali.



Sofitti tesi luminosi. SAROS DESIGN



Tutt'altro discorso è l'utilizzo di colori e luci sui soffitti in aree pubbliche con differenti destinazioni d'uso (spazi per il relax, SPA, aree ludiche, strutture ricettive, luoghi di ristoro, ristoranti, show-room, etc). I progetti esistenti si evidenziano per fantasia e creatività nel progettare atmosfere derivanti da svariati concept.


BARRISOL LUMIERE COLOR

Collegarsi al “mondo alto”, all'ignoto, all'altrove da sempre è stato motivo di curiosità, di stimolo, di studio per l'uomo, così come è stato espressione del bisogno innato di trascendere, di elevarsi, di sentirsi spiritualmente in sintonia con “qualcosa”. Del resto la storia e l'architettura insegnano...

Saint-Chapelle Parigi. Metà sec. XIII

 

Rooftop-lights by LIGHTBOYS.




...Mentre lo sguardo vaga e si sposta là, sul soffitto, ad osservare bagliori e colori che l'istinto, l'inconscio, riconosce come facenti parte della storia umana, della vita... d'un tratto si placa, si ferma, si rasserena. Ha trovato il suo posto. Ha trovato la quiete. Sta osservando l'infinito.



Soffitti luminosi. USG

Soffitti luminosi. BARRISOL lastre e telo.

lunedì 20 febbraio 2012

COLORI d'artista

Cristina Cosentino. Parrot 4







Vorrei presentare - permettetemi di fare questa parentesi - due donne, due amiche, che  attraverso le loro opere artistiche sanno ricreare mondi fantastici, poetici e polisensoriali.

Nelle loro opere vi è passione, estro, gusto raffinato, ricerca e amore per il dettaglio.

Cristina Cosentino è una fotografa che attraverso l'osservazione della natura e del colore, riesce a dare l'illusione che la materia si dissolva quasi nel rievocare immagini astratte ricche di sensazioni ed emozioni.



     
Cristina Cosentino. Butterfly 4         





Cristina Cosentino. Perle e velluto giallo e rosso 1






Cristina Cosentino. Perle e velluto indaco 2





Marta Barbieri, con i suoi quadri, cornici, sassi decorati, ci riporta in un mondo onirico di fantasia, simboli e iconografie.

Marta Barbieri




Marta Barbieri





Marta Barbieri


Anche così il colore può "parlare", "raccontarsi" e "raccontare".






giovedì 2 febbraio 2012

RIFLESSIONI A COLORI

Chiaro-scuri. Ombre. Vedere e non vedere. Volumi che percepiamo perchè solo attraverso la luce e l'ombra possiamo percepire. La vita è costruita sulle sfumature, ma anche sull'essenza pura della dualità (giorno e notte, nero e bianco). E' apparire, celare, svelare. Attraverso l'intangibile forza che emana il riflesso, inesistente eppure vivo, scopriamo scenari, immagini, mondi e in essi ci perdiamo. Ci chiediamo allora: "E' reale? questa forma proiettata sulla strada, è reale?". Si, lo sappiamo, l'esperienza insegna (direbbe forse Winnicott?), ma che importa? Inseguiamo sogni, ne abbiamo bisogno.



Materie che si sgretolano, che invecchiamo, che mutano, che si modificano. Il passaggio del tempo, che per noi occidentali diviene una sorta di paura e che dobbiamo a tutti i costi frenare, sconfiggere, in realtà sottolinea con lentezza filosofica un messaggio positivo: appropriarsi del proprio tempo è fondamentale, così come viverlo al pieno, poichè poi tutto finisce. C'è una bellezza raffinata nella materia che invecchia, un gusto diverso, un sapore unico. Un equilibrio blu/giallo che invita alla calma, alla serenità.



Mi osservo riflettere e rifletto. Sono il rosso del vetro che rimanda la mia immagine? Sono energia, passione, forza, decisione, lotta,? Sono amore, vita? O potenza, crudeltà, azione e cupidigia?  Immersa nel rosso mi lascio coinvolgere e sento quasi caldo, anche se poi mi guardo e non mi vedo; mi osservo e non ci sono, lì in quel momento, che so essere mio, eppure non mi appartiene, perchè è in un altrove che non conosco ancora.











Come può una materia così antica, che ci rassicura come una madre buona, ci dà calore rievocando il senso della casa, dell'abitare, del focolare, diventare fluida e sinuosa? Il marrone, solido, materico, fatto di terra, di cibo, restituzione del corpo, si astrae e si fa evanescente, acquoso. Un danzatore dalle sfumature aranciate. Un pesce che guizza; un cavalluccio marino che scende, in picchiata, verso l'infinito.  













Sfondi e figure. Margini che ci danno la possibilità di intuire forme. Disegni che si nascondono, fino a quando poi la mente non li coglie. Contrasti che riaccendono dimensioni. Nel gioco del percepire chi o cosa, un grigio sabbioso si fa interessante e si priva della solita connotazione di colore monotono e triste.
Materia e colore, colore e luce, collaborano nella creazione di un quadro che potremmo intitolare banalmente "profili". Nulla c'è però di banale in questa spiaggia ricca di dettagli e meraviglie tutte da scoprire. Basta osservare, ascoltare, avere pazienza.





lunedì 30 gennaio 2012

Cibarsi di colore

Ambiente solare





Il colore, che ormai sappiamo essere una sensazione che si forma nel nostro cervello, non appartiene in effetti agli oggetti, non è una caratteristica “reale” di ciò che vediamo; è un risultato di interazioni diverse, tra luce, materia, occhio che “guarda” e rielaborazioni a livello cerebrale. Esso comporta comunque anche una percezione soggettiva e culturale, per cui ciò che “vediamo” viene interpretato e vissuto attraverso l'esperienza, sia  personale, che proveniente da un “inconscio collettivo” di Junghiana memoria (e del resto anche lo psicologo Max Luscher ci riporta nel suo esame dei colori a primitive sensazioni umane, archetipiche e di matrice biologica).
Attraverso il colore possiamo identificare con maggior sicurezza forme, aspetti tattili, odori, sapori, anche suoni, in un continuo rapporto sinestetico, tanto da essere a volte condizionati (e qui insiste l'aspetto soggettivo, costituito anche di aspettative ed emozioni) e preferire, scegliere, scartare, odiare qualcosa rispetto ad altro.
Confrontando gli studi delle neuroscienze, inoltre, sappiamo che  luci selettivate di alta, bassa o media frequenza (all'interno dello spettro visibile dei colori) influiscono sul nostro organismo e concorrono ad attivare l'ipotalamo, l'epifisi, l'ipofisi e quindi il Sistema Nervoso Autonomo (Parasimpatico e Simpatico).
L'essere umano, in quanto soma e psiche, dal primo momento in cui ha percepito il colore ne è stato costantemente influenzato. Senza il colore non avrebbe perpetuato la specie: non si sarebbe difeso, non si sarebbe cibato, non avrebbe scelto sessualmente il compagno/la compagna...Vediamo a colori perché così è più facile sopravvivere.

Ambiente vivace


 
Molto si è detto e scritto sul rapporto tra colore e cibo, intendendo per “cibo” sia l'alimento in sé e il sistema “alimentazione”, che l'apparato scenico attorno all'argomento (architettura, ambiente, food-design, product-design).
Sono stati analizzati micro e macrocosmi dal punto di vista biologico, fisiologico, fisico, psicologico, percettivo, culturale, storico, sociale, simbolico e neuroscientifico (per esempio: sensazioni di Fame e Sete vengono provocate e regolate dall'ipotalamo. Sempre l'ipotalamo, nei due centri della fame e della sazietà, regola inoltre l'assunzione di cibo. La luce selettivata da alta frequenza - attorno al blu - attiva maggiormente il SNA parasimpatico, evocando la sensazione di fame; la luce selettivata a bassa frequenza - attorno al rosso -, attiva maggiormente il SNA simpatico, evocando invece sazietà.).

Natural style

 

Paola Bressan ci da una significativa spiegazione di come del resto i colori e il cibo siano in stretta connessione e "ci appartengano" fisicamente e fisiologicamente: "L'area della retina (superficie che ricopre interamente il fondo dell'occhio, n.d.a.) in cui si trova la fovea (regione situata in corrispondenza del fuoco del cristallino, n.d.a.) è gialla perché contiene carotenoidi, pigmenti antiossidanti di cui è stato abbondantemente documentato il ruolo protettivo. Probabilmente questi pigmenti hanno la funzione di filtrare le lunghezze d'onda non-spettrali vicine al blu, che non contribuiscono alla visione e hanno un contenuto di energia pericolosamente alto. Gli occhi di tutti i vertebrati diurni contengono filtri gialli; nel nostro la stessa funzione è svolta anche dal cristallino, che comincia a ingiallire ancor prima della nascita e diventa progressivamente più giallo nel tempo. L'eliminazione dei carotenoidi dalla dieta è accompagnata dalla scomparsa della pigmentazione gialla nella zona centrale della retina, e causa una degenerazione dei fotorecettori che può condurre a disturbi visivi anche molto gravi. Questi importanti carotenoidi, che non dovrebbero mancare nell'alimentazione quotidiana, sono presenti soprattutto nel tuorlo d'uovo, nelle arance, negli spinaci e in tutte le verdure a foglia di colore verde scuro.(...)” P. Bressan, “Il colore della luna”, Ed. Laterza, Roma-Bari, 2007, pag. 38)
 


Recenti ricerche hanno posto l'attenzione sulla percezione del colore e l'assunzione del cibo: in Svizzera un gruppo di ricercatori dell'Istituto di Psicologia dell'Ateneo di Basilea, guidati da Oliver Genschow  e da Leonie Reutner, ha  effettuato degli studi sugli effetti emotivi del rosso, dai quali è emerso che piatti, bicchieri, posate, tovaglie e tovaglioli colorati di rosso possono ridurre l'assunzione di cibo. Secondo i ricercatori tale colore produce una sorta di allarme nel cervello, che sopprime il senso di fame. Essendo un colore usato per i segnali collegati ai “divieti”, il rosso diventerebbe cioè una sorta di freno alla fame e all'assunzione del cibo.


 
Al di là di sperimentazioni e ricerche, possiamo sicuramente affermare che il “nutrirsi”, azione non solo fisiologica/biologica e sociale/culturale, è un atto altamente polisensoriale e perciò collegato alla vista. Inoltre cibo ed oggetti ad esso connessi subiscono il fascino dell'evocazione simbolica del colore, del mito  e della ritualità.
  

Apparecchiare una tavola, bere la propria tisana in una data tazza, sorseggiare del vino, scegliere piatti e posate, condividere con altri il momento del pranzo o della cena, creare una merenda...diventano situazioni di identificazione con l'oggetto, con l'atmosfera, con il luogo. Attraverso l'utilizzo del colore ci si appropria di un'identità, si lanciano messaggi, si mettono in evidenza caratteristiche di sé e dell'ambiente vissuto, allo scopo anche di esternare il desiderio di  personalizzazione, che rende diversi, unici.



Allora la propria tazza è forse rossa, come una ciliegia matura, perché in questo preciso momento c'è bisogno di un calore diverso, di una forza da riscoprire. La tavola per la cena con gli amici X e Y, diventa un richiamo ai toni naturali della canapa, del lino (o del caffè, cappuccino e panna), un po' trend e un po' natural-design, perché loro rientrano in questo scenario. Mentre per K e J la tavola dev'essere un'esplosione di colore, poiché la loro vivacità ben si adatta ad un'atmosfera così gioiosa...