A
GIACOMO Emozioni a colori.
Foto G. Rizzi |
Quando
un amico se ne va, rimane l'essenza del dolore e della perdita che ti
stringono la bocca dello stomaco.
Credo
che Giacomo, però, non vorrebbe lo ricordassi con questa sensazione.
Perciò:
Ciao Giacomo!
Dove
stai viaggiando ora? Tu che hai sempre amato esplorare il mondo, i
particolari, i dettagli, anche attraverso l'obiettivo della macchina
fotografica, dove ti stai dirigendo?
Ti
vedrei bene su una mongolfiera colorata, nel vento, col solito
sorriso, la solita dolcezza e un po' di ironia, pronto ad affrontare
nuove avventure.
Del
resto non c'è mai stato niente di scontato in te, di ovvio,
“imparruccato”, previsto, noioso, usuale.
NIENTE
GRIGIO per favore...
Anzi
direi ci fosse una sana dose di ribellione, di sana inconfondibile
follia, nel tuo
“uscire dagli schemi”, nel tuo “osare è meglio”, nel tuo
dinamismo.
Foto C. Polli. So che ti piaceva... |
Chi
ti ha conosciuto, sa quanto fosse grande l'entusiasmo, la passione
per ogni piccola esperienza, per la scoperta e la ricerca, per la
vita in sé. Quanta creatività e fantasia ci fossero in ogni gesto,
azione, progetto.
In
ogni laboratorio, corso, iniziativa, ho visto nei tuoi occhi vitalità
e forza.
Mi
hai dato tanto, mi hai insegnato molto, soprattutto col tuo esempio,
con la capacità di arrivare agli studenti in modo diretto e umano.
Mi
hai lasciato un'eredità meravigliosa (e te l'ho detto milioni di
volte) l'amore per il COLORE!
Ho
iniziato questo cammino professionale anche perché allora (in un
momento di grande confusione) mi hai aperto una porta di luci ed
emozioni, oltre la quale ho cominciato a scorgere interessanti
gibigiane e chiaroscuri, sfumature e possibilità.
Ci
sono linee sottili, che ci uniscono tutti, in un modo o nell'altro,
nel bene e nel male. E in questa vita, dove nulla si ferma, rimane
quella linea che continuerà ad unirci, per sempre.
Ho
in mente quella mattina in Bovisa, in cui io e Mattia siamo andati a
prendere qualcosa da mangiare in aula e ti abbiamo portato, insieme
al panino, le foglie rosse dell'autunno e tu agli studenti hai detto:
“Ecco questa è la diversità che c'è tra un comune panino e un
panino che emoziona, perché c'è il colore e l'amicizia”.
Non
ho altro da aggiungere.
Solo
Grazie.
Lab. Interni. I cubi simbolici. |
cristina
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