martedì 20 settembre 2022

 

DALLA LETTERATURA ALLO STRUMENTO PROGETTUALE


Workshop – arch. Crsitina Polli color designer

 


 

 

 

La scrittrice Laura Imai Messina ha scritto un testo – Le vite nascoste dei colori, Einaudi, TO, 2021 – che ci permette di entrare nell’anima dei colori.

Durante questo workshop sperimentale verranno estrapolati alcuni colori dal testo e confrontati col Sistema NCS, al fine di individuare delle nuances e ideare delle palette cromatiche che tengano conto delle atmosfere del racconto.

Tali palette potrebbero poi essere utilizzate come suggestioni per ambientazioni.

Non è necessario aver letto il testo prima di effettuare il workshop, lo esamineremo insieme.



  • Numero minimo di partecipanti: 10

  • Sede: S.E.For.S. VCO – Via dell’Informatica 26, Gravellona Toce, VB

  • Data: 28 ottobre 2022

  • Il corso è indirizzato a professionisti e/o interessati

  • La giornata prevede 6 ore complessive dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 18.00

  • Costo: € 35,00 (più 4% Inarcassa per fattura)

  • Portare materiale per scrivere, progettare (cartaceo o computer)




SI RICHIEDONO ISCRIZIONI ENTRO E NON OLTRE IL 20 OTTOBRE


Fare riferimento a: Cristina Polli – cris.polli@tiscali.it




 











lunedì 6 giugno 2022

FUORI SALONE 2022 - si parla di COLORE


LA POTENZA DEL COLORE...

Riassumo qui la traccia del mio intervento che si terrà oggi alla libreria Hoepli, a Milano e che avrà come tema la "Potenza del colore" come elemento di rottura e come elemento di rigenerazione.


1) ASSENZA DI COLORE COME MONOTONIA - COLORE COME “DISORDINE”/DISTACCO/RIVOLUZIONE


  • Colore del silenzio, di uno stato d’animo. Della zona di «comfort», come nel mondo dei grigi di Pleasantville (film di Gary Ross, 1998).

Qui si vive in un ambiente sicuro, limitato e prevedibile. Non ci sono sorprese. Ma quando Jennifer seduce Skip, capitano della squadra di basket, succede qualcosa: a skip appare una rosa …rossa! Man mano subentrano le emozioni, i desideri, le passioni, il villaggio si tinge di colori e anche le persone diventano colorate. Inizialmente si crea una sorta di razzismo. Poi tutto, alla fine, diviene colorato.

  • Schindler’s List – Steven Spielberg – 1993 – Il colore saliente che suscita emozione, che dev’essere memorizzato. Il rosso sangue, forza e violenza.

  • Flatlandia – in una società monotona, piatta, regolare, compare il colore ( ...gli antichi giorni della Rivoluzione del Colore, dove vivere era allora una delizia di per sé, perché vivere voleva dire vedere…). Esso erompe, scatena reazioni, cambia, rivoluziona, ma alla fine viene messo al bando, proibito, perché democratico, distruttore di una società crudele e gerarchica. “Con l’adozione universale del Colore, ogni distinzione sarebbe cessata…” - Come dice David Batchelor in CROMOFOBIA, qui. “La normalità è vestita di nero e bianco; il colore è aggiunto e con esso, nel bene e nel male, tutto comincia ad andare nel caos.” - “Il colore minaccia disordine, ma insieme promette libertà.”

Edwin A. Abbott, Flatlandia, 1966, Adelphi, Ed. 2002

  • Mio, la protagonista giapponese, ha una visione dei colori diversa. Vede più sfumature degli altri e riesce a dare vari nomi a mille colori. “Nando-iro - Il blu ripostiglio...Vi domanderete quale mai possa essere il color ripostiglio. Tuttavia, bambine, a volte è proprio da queste associazioni misteriose che hanno origine i colori più suggestivi. Questa tinta è catalogata tra i blu: mescola il grigio, un cobalto e un pizzico di verde. Ci sono tante ipotesi sul nome. Immaginate il fondo di un armadio di casa, di sera. Forse, si dice, il nando-iro era il colore dell’oscurità che s’intravedeva nel ripostiglio. O forse era la tinta della tenda che si usava al posto delle ante nei guardaroba di un tempo...” Nei momenti di dolore, però, il colore scompare. “Il colore arretrava da tutte le cose, si allontanavano i rossi, la scala dei verdi e dei blu, le picchiettature del giallo e dell’arancione (…) Sapeva che quel fenomeno non aveva a che fare con gli occhi ma con l’anima offesa, la quale senza amore non sa che farsene della bellezza. Talvolta, quando si sentiva disperata e confusa, i colori sparivano ancora, tutto si faceva un’unica distesa di grigi, un mondo tremendo in cui l’unico appiglio rimanevano il contrasto e le linee.”

Ciò che non viene descritto non esiste”

Laura Imai Messina, “Le vite nascoste dei colori”, Einaudi, 2021

  • Chiara Rapaccini ebbe una relazione con Mario Monicelli, di 40 anni più anziano. Nel momento della sua morte all’ospedale lei racconta: “E ridacchiavamo sommessi lui e io, la mia mano nella sua scarna, tutt’ossa e vene blu, in quelle luci ocra dei neon che si trovano soltanto negli ospedali, create da architetti sadici apposta per deprimere il malato.”. Lei che viveva di colori.

Chiara Rapaccini, “La bambina buona”, Sonzogno, 2011


2) COLORE COME RIGENERAZIONE – DAL LIBRO ALL’AMBIENTE

  • Citazioni Rapaccini: “Il mio babbo amava anche le cose di questa terra. Mi ha insegnato a riconoscere i colori delle foglie d’autunno appiccicate alla terra bruna nelle nostre passeggiate novembrine...Quanti rossi, quanti gialli, quanti verdi.” - “Il colore era per me gioia allo stato puro.” - In tutto il testo si colgono riferimenti ai colori, come se la visione della sua vita sia in funzione di questo driver comunicativo, così efficace del resto per tutti noi.


  • I colori che vediamo, che percepiamo, non sono i colori del mondo, ma i colori della mente (David Scott Kastan, “Sul Colore”, pag. 35). Sappiamo in effetti dalle moderne neuroscienze, che il colore è una sensazione cerebrale. Ma come suggerisce Batchelor, “Non siamo solo circondati dal colore, noi stessi siamo colore.”


  • Abbiamo visto in quanti modi il colore può influenzarci. Da qui l’importanza di creare atmosfere, ambienti, spazi, luoghi, ove il colore, coerentemente progettato, possa ristabilire un rapporto psicofisiologico e biologico con l’essere umano. C’è una continua interazione e uno scambio di dati tra noi e l’ambiente abitato, una connessione che interessa mente e corpo; il colore ci porta segnali, significati, funzioni, informazioni. É qualcosa di vivo, che ci rende vivi, al di là di come lo nominiamo, o di come, al fine, lo vediamo.


ALLESTIMENTO arch. RUFFO WOLF

SI RINGRAZIA KEIM colori per sempre



venerdì 18 febbraio 2022

COLOR PLACEMAKING

 Iniziamo l'anno con questa iniziativa organizzata dall'associazione Color placemaking (www.colorplacemaking.org) alla quale appartengo.

L'occasione di questo workshop nasce anche dalla collaborazione con VCO Formazione di Omegna, che ci ha dato la possibilità di analizzare e rielaborare un progetto cromatico per gli spazi della scuola.

Per info:  info@colorplacemaking.org

 



giovedì 16 dicembre 2021

CORSO TECNICHE DI TINTEGGIATURA DAL PROGETTO ALLA REALIZZAZIONE 2021

 













IL CORSO


Corso: TECNICHE DI TINTEGGIATURA

Durata 24 ore


Promosso da:

S.E.FOR.S. VCO

(Ente Scuola Edile del VCO)
via dell'Informatica, 26
28924 Verbania Fondotoce

www.seforsvco.it


Docenti: Claudio Agosta artigiano - www.agostaclaudio.it

Cristina Polli – architetto - color designer

 


Claudio Agosta

Il corso che ho condotto con Claudio Agosta, a seguito di un percorso teorico sul colore, è stato costruito come workshop, continuando l’esperienza iniziata nel 2020 insieme all’Ente Scuola Edile. In questa seconda occasione di partecipazione al progetto, si è deciso di intervenire sull’ingresso della scuola.

 


Claudio ha spiegato ai corsisti le varie tecniche di tinteggiatura, seguendoli poi, passo passo, nella realizzazione pratica. Il progetto cromatico percettivo dello spazio, ideato inizialmente da me e concordato con la committenza in una precedente fase, è stato utile come base sulla quale ragionare insieme al gruppo del laboratorio.

Con i corsisti si sono analizzate le varie fasi di metaprogetto e di progetto, rielaborando la prima stesura e stabilendo i cambiamenti da apportare, le dimensioni delle campiture cromatiche, i valori significanti dei segni.

Le riflessioni su bisogni, stato dell’arte, fruizione e problematiche di degrado ci hanno portato al progetto finale, che poi è stato realizzato dagli stessi corsisti con la super visione di Claudio.



Grazie al direttore dell’Ente, arch. Marco Porini e alle collaboratrici dott.sa Virginia Di Consoli e sig.ra Deborah Germani.


 

STATO DELL’ARTE


 











Come sempre inizialmente è stato valutato lo spazio esistente, considerando punti di forza e di debolezza.

Valutazione dello stato dell’arte: aspetti strutturali, materici, dimensionali, percettivi:

  • nello spazio, ben illuminato, si è notato come l’unico colore presente sia vissuto come stancante e come riduca la visione dello spazio stesso ad una scatola senza dimensioni leggibili. Le parti basse delle pareti, parecchio sporche a causa del continuo appoggiarsi ad esse, causano disagio agli operatori, che le vivono come un messaggio di poca cura dell'ambiente per sè e per gli altri.


     
     




















Valutazione sulla gestione/fruizione dello spazio: prossemica, comportamenti, bisogni:

  • l’ingresso non conduce direttamente alla segreteria, pertanto si sono notate difficoltà da parte dei fruitori, nel trovare facilmente gli uffici. La parete di fronte alla quale sono collocate le macchinette, risulta disordinata. Lo spazio in sé non è molto accogliente e sembra poco curato.




 






















 












I BISOGNI - IL CHI


  • corsisti

  • operatori

  • eventuali visitatori e fruitori casuali


FRUIZIONE


  • entrare/uscire – passare da/andare verso...

  • sostare in area macchinette

  • utilizzare servizi igienici

  • fare fotocopie

  • chiedere informazioni/trovare la segreteria, gli uffici, le aule


E’ importante valutare, nel caso di un ingresso, il senso di accoglienza che si deve dare a chi entra, soprattutto se per la prima volta. Ciò che viene osservato e percepito nell’immediato, costruisce la mappa mentale con la quale ci facciamo subito un’idea della piacevolezza o meno che il luogo ci restituisce.

"La rappresentazione interna che ci facciamo di un ambiente, delle strade che possiamo prendere per percorrerlo, dei suoi elementi percettivamente più rilevanti, degli oggetti che possono essere utili per i nostri scopi e di quelli che possono metterci in pericolo o ostacolarci, viene chiamata mappa cognitiva".

(Maria Rosa Baroni, "Psicologia Ambientale", Il Mulino, 1998, pag.45)

Inoltre è basilare dare indicazioni sul layout del luogo la fine di orientare le persone con facilità. Questi sono i punti basilari dai quali partire per rispondere ai bisogni dell'utenza, che entra nell'ingresso della scuola. 

Non si deve dimenticare però che questo è uno spazio vissuto e fruito dagli operatori - fruitori stanziali - che necessitano di ambienti confortevoli nei quali svolgere il proprio lavoro. Ogni luogo dovrebbe rispondere/influenzare in modo positivo le persone che lo abitano, aiutando azioni e comportamenti.

 




 

















 

IDEA PROGETTUALE e OBIETTIVI

Il progetto cromatico si è basato sulla definizione di allogazioni cromatiche per una ri-tinteggiatura delle sole pareti.


Schizzi  

 






















Il progetto prevede:

  • policromia con un piano di tinta di base più accenti colore, per rendere lo spazio più biologico e accogliente, dinamico e rispondente al bisogno di lettura facilitata

  • utilizzo del colore come ausilio alla comunicazione/orientamento (abbiamo utilizzato un cono giallo che conduce agli uffici e che si nota entrando; colori analogici e aggreganti per le porte)

  • riorganizzazione delle aree con campiture di fondo che riordino gli arredi (retro area macchinette e fotocopiatrici di unico colore utilizzato come fondale)
  • allogazioni diversificate per facile manutenzione nel tempo (una zoccolatura di diverso colore, se viene sporcata, può essere ritinteggiata senza comportare il rifacimento dell'intera parete)

















PALETTE E COLORI


I colori sono stati scelti attraverso l’utilizzo delle notazione del sistema NCS, per garantire una corretta comunicazione, gestione e progettazione del colore stesso.

Per le schermature cromatiche è stato scelto il piano di tinta NCS Y30R, colore presente nella pavimentazione esistente e precedentemente mappata con colorimetro Colorpin 2.


Sono stati poi inseriti, per un riconoscimento facilitato:


  • sopra la porta dell’aula uno dei colori utilizzati anche per l’interno dell’aula (continuità percettiva)

  • sopra le porte delle toilettes un azzurato

  • sopra le porte degli uffici e dell’ingresso un verde derivato dal logo dell’ente (colore identitario)




 

La valutazione delle tinte scelte tiene conto anche questa volta dell’importanza più del sistema allogativo, che della cromia in sé.

 





NOTAZIONI NCS INGRESSO




NCS S 2040-Y30R          zoccolo basso

NCS S 0550-Y30R          fascia intermedia

NCS S 0505-Y30R          fondo

NCS S 2010-Y30R          schermatura retro macchinette e fotocopiatrice




NCS S 2040-G60Y          particolare parete e rettangoli sopra 3 porte uffici e ingresso



NCS S 4020-B10G          rettangolo sopra 1 porta aula

NCS S 1020-B10G          rettangolo sopra 2 porte toilette















   Materiali: Sikkens, Akzo Nobel.

   La ditta che ci ha fornito il materiale è la 

   Color Smith di  Paolo Pinciara a Cureggio

 













Riporto qui di seguito il gruppo che ha partecipato e che ringrazio dal profondo del cuore per la serietà, l'impegno, la curiosità, la simpatia, la voglia di imparare e mettersi in gioco, l'umanità e la gentilezza. GRAZIE davvero.


ARMENTI C. Architetto

BALDIOLI A. Architetto

FUSELLI A. Architetto

GIOVAGALLI A.Geometra

MIRICI CAPPA M. Architetto

MOSINI W. Geometra

RAINOLDI E. Architetto












"Dalla teoria alla pratica, dal pensiero al gesto. In fondo è il corpo che risponde, trasduce, si muove, interpreta, fa qualcosa. Realizzare insieme un progetto e vederlo nascere, crescere, terminare avendolo applicato anche materialmente, secondo me sposta l’attenzione su dinamiche ben più incisive e definite. Non ultimo aiuta a memorizzare concetti." (C.P.)

Affinchè tutto non rimanga teoria, ma diventi applicazione delle idee e delle basi studiate.


PROGETTO cromatico percettivo REALIZZATO

 


 


 


Bibliografia


  • Gussoni, M., Monticelli, G., Vezzoli, A., (2006)Dallo stimolo alla sensazione”. Gorgonzola, MI: Casa Ed. Ambrosiana

  • Ronchi, L.R., Rizzo, S., (2000, 2001, 2002, 2003) “La ricerca di avanguardia vista dall’AIC nel terzo millennio”. Parte Prima. “L’uomo e l’ambiente. FI: Fondazione “Giorgio Ronchi”

  • B&B Colordesign, Bertagna, G., & Bottoli, A., (2018) “Progettare con il colore gli spazi di assistenza e cura”, workshop. Monza

  • Bottoli, A., Bertagna, G., (2009) “Perception Design”. Maggioli Editore

  • Mallgrave, H. F. (2015). L’empatia degli spazi. MI: Raffaello Cortina Ed.

  • Pallasmaa, J. (2014). L’immagine incarnata. PN: Safarà Ed.,



Per tutto: si ringrazia la Scuola Edile e l’arch. Marco Porini che continua a credere in noi...






mercoledì 1 dicembre 2021

COLORI PER UN NATALE CONDIVISO

Lesa, Natale 2021

Associazione Terra di Confine - Comune di Lesa - arch.Cristina Polli art director

 

Dal gesto all’albero.

Colori per un Natale condiviso.

 

Premessa


L’albero di Natale nella piazza del paese, può diventare motivo di collaborazione, nell’ambito di un progetto partecipato, che vede protagonisti la comunità e la scuola.

L’idea di partenza è l’applicazione di quello che viene definito processo di placemaking. Il placemaking è un approccio alla progettazione, pianificazione e gestione degli spazi pubblici. Si tratta di uno strumento estremamente pratico, “bottom-up”, guidato dalla comunità locale, orientato a migliorare un quartiere, una città o una regione. Obiettivo del placemaking è la diffusione di un modello di sviluppo urbano più a misura d'uomo, che favorisca, quindi, la riappropriazione degli spazi pubblici da parte dei cittadini.

Si tratta di un processo dinamico, che sviluppa il senso di appartenenza e innesca connessioni e relazioni. E’ il risultato di una combinazione di caratteristiche fisiche del luogo, delle attività che vi si svolgono, e del significato che a quel luogo viene attribuito dagli abitanti; è una modalità che favorisce lo svilupparsi e il dischiudersi del genius loci di uno spazio o di un territorio, che ha come obiettivo finale la promozione della felicità e del benessere delle persone attraverso spazi pubblici attraenti, rispondenti ai bisogni e, possibilmente, dotati di bellezza.


Il progetto - finalità

Avendo la possibilità di recuperare la struttura dell’albero progettata e costruita nel 2019, si è pensato di coinvolgere alcuni gruppi nella realizzazione di un progetto artistico d’insieme, colorando i pannelli costituenti il cono in legno.

Il risultato finale ha come obiettivo la creazione di un’opera dove i segni grafici e i colori diventano simboli di un lavoro condiviso, a dimostrazione che i gesti di molti – le mani che colorano – possono tramutarsi in un’ espressione unitaria di festa e gioia.

 

Poiché agire sul territorio, insieme, significa operare con e per la comunità.

 

Bozza di progetto - C. Polli







Opera di Ioana Boros - suggestioni per il progetto


Il progetto – tema e fasi

La struttura dell’albero è costituita da 40 pezzi di legno, che sono stati colorati dai bambini, dai ragazzi e dagli adulti durante i laboratori in biblioteca.




I laboratori, per questioni di sicurezza, sono stati distribuiti in momenti diversi, in modo da far lavorare al massimo 5 persone alla volta, con distanziamento e misure di sicurezza (mascherine).

 

 

 

 

 

 

 

Il tema è: usiamo il colore come simbolo di collaborazione e comunicazione.

 


 


 

Ad ogni singolo partecipante è stato chiesto di colorare con acrilici i disegni già presenti sui pannelli, per costruire insieme l’intero albero.

Il gesto del colorare è divenuto così strumento di condivisione e possibilità di identificarsi in un progetto comune.

 

 

 

 

 

 

 

La base (20 pannelli) è stata colorata con rossi, rossi arancionati, arancioni, gialli caldi, oro

 


 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La parte alta (20 pannelli) è stata colorata con verdi, blu, azzurrati 

 
























I laboratori, al di là di ogni aspettativa, sono diventati dei momenti di relax, condivisione, comunicazione, accoglienza e arte terapia per chi ha ritrovato nel gesto del colorare un suo sfogo e/o rilassamento. 

Il fare comune ha annullato diversità di qualsiasi tipo e ha creato ponti tra le persone della comunità.

Il nostro albero, che sarà visbile in Lesa dal 18 dicembre (Via A. Manzoni, C/O Circolo), è un unico grande sorriso, arte alla portata di tutti, realizzata da tutti. 

Ringrazio di cuore ogni partecipante, che ha reso possibile questo progetto, mettendosi in gioco.

Un grazie alle prof.sse Foà e Bennani che hanno coinvolto i meravigliosi ragazzi dell'Istituto Agrario Cavallini.

Un abbraccio particolare a Livia, Giorgio, Alberto, Patrizia che lavorano sempre con grande partecipazione e che sopportano da anni le mie follie.